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GLEIF ed Ethereum Name Service (ENS) Labs esplorano l’identità organizzativa verificabile su blockchain
ENS Labs e GLEIF stanno collaborando per definire un percorso verso l’identità organizzativa verificabile on-chain attraverso il framework dell’Ethereum Name Service (ENS)
Autore: Alexandre Kech
Data: 2026-09-28
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Con l’evoluzione dei mercati finanziari e il crescente ricorso alla blockchain da parte delle organizzazioni, cresce l’esigenza di un’identità organizzativa coerente e verificabile. Le organizzazioni possono avvalersi di più portafogli, reti e fornitori di infrastrutture e, sebbene un indirizzo blockchain indichi dove viene inviata una transazione, non identifica necessariamente la persona giuridica che vi sta dietro.
Ecco perché la Global Legal Entity Identifier Foundation (GLEIF) e ENS Labs stanno studiando come un’identità organizzativa verificabile e standardizzata a livello globale possa collegarsi a un riferimento on-chain permanente per un’organizzazione. I team stanno sviluppando un approccio proposto per associare identificatori esterni, come i nomi ENS, all’Identificativo della persona giuridica (LEI) e al LEI verificabile (vLEI) di un’organizzazione, creando un percorso che consenta alle applicazioni e alle controparti di verificare l’identità organizzativa dietro un nome sulla blockchain.
Costruire sulle basi di un’identità organizzativa standardizzata
Il LEI è un identificatore univoco e standardizzato a livello globale che consente a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, di accedere a dati di identificazione chiari e univoci relativi a una persona giuridica. Il vLEI estende l’identità organizzativa verificata al dominio digitale, consentendo alle controparti di verificare computazionalmente l’identità, l’autorità e il ruolo delle persone che agiscono per conto di un’organizzazione.
L’Ethereum Name Service (ENS) svolge una funzione complementare come livello di denominazione aperto. Un nome ENS può rimandare a indirizzi e altre informazioni utilizzate da portafogli e applicazioni su diverse reti, fornendo a un’organizzazione un riferimento on-chain persistente anche quando l’infrastruttura sottostante cambia.
L’approccio proposto collega queste due funzioni: il nome ENS fornisce il riferimento on-chain persistente, mentre il vLEI fornisce l’identità organizzativa verificabile. Attraverso l’approccio proposto, le applicazioni e le controparti potrebbero instaurare una maggiore fiducia nell’identità on-chain di un’organizzazione tramite un’associazione firmata tra un nome ENS e il corrispondente vLEI.
In quali contesti l’identità organizzativa verificabile potrebbe essere rilevante sulla blockchain
Gestione del rischio di controparte – una singola controparte può gestire più portafogli, operare su diverse reti e cambiare fornitore nel tempo. Collegare un nome ENS a un vLEI potrebbe fornire alle istituzioni un riferimento persistente e verificabile per la Persona giuridica con cui stanno effettuando transazioni, anziché fare affidamento esclusivamente sull’indirizzo che riceve i fondi.
Tokenizzazione degli asset – man mano che le istituzioni tokenizzano fondi, titoli e altri asset sulla blockchain, gli operatori di mercato necessitano di un collegamento chiaro con la Persona giuridica che sta dietro a un’emissione. Un nome ENS associato a un vLEI potrebbe fornire un riferimento organizzativo coerente tra asset e reti, anche se l’infrastruttura tecnica sottostante si evolve.
Autenticità dei conti sulla blockchain – chiunque può implementare uno smart contract o creare un portafoglio e affermare di rappresentare un’organizzazione. Associare un nome ENS a un vLEI potrebbe fornire alle controparti e alle applicazioni un modo per verificare in modo indipendente la persona giuridica alla base di tale affermazione, nonché l’autorità e il ruolo della persona che agisce per suo conto.
Il lavoro in corso con ENS Labs fa parte degli sforzi più ampi di GLEIF volti a rendere l’identità organizzativa verificabile utilizzabile nelle infrastrutture digitali e blockchain emergenti. La GLEIF sta inoltre collaborando con Chainlink per introdurre l’identità organizzativa basata sul vLEI negli ambienti blockchain, consentendo alle istituzioni e alle applicazioni di verificare le persone giuridiche alla base di portafogli on-chain, smart contract e asset digitali. Insieme, queste iniziative dimostrano come un’identità organizzativa standardizzata a livello globale possa favorire la fiducia e l’interoperabilità, in un contesto in cui l’attività finanziaria si sposta sempre più sulla blockchain.
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Alexandre Kech è Amministratore delegato della Global Legal Entity Identifier Foundation (GLEIF).
Prima di entrare a far parte della GLEIF, Alexandre Kech è stato Responsabile delle attività Digital Securities presso SIX Digital Exchange. In qualità di membro del Consiglio di amministrazione, Alex aveva la piena responsabilità esecutiva per le attività verticali di Digital Securities, inclusa la gestione delle vendite e delle relazioni, lo sviluppo di prodotti, la progettazione aziendale e l'espansione dell'ecosistema.
Negli ultimi 25 anni, Alex ha costruito una carriera esclusiva, combinando finanza presso BNY Mellon, infrastrutture e standard di pagamenti/titoli presso SWIFT e blockchain e asset digitali presso Onchain Custodian (ONC) e, più recentemente, Citi Ventures. In qualità di co-fondatore e CEO di ONC, Alex ha guidato il team, con sede a Singapore e Shanghai, che ha creato da zero servizi di custodia e prime brokerage per criptovalute e altri asset digitali. Come direttore del ramo Blockchain & Digital Asset presso Citi Ventures, ha creato un team per coinvolgere l'ecosistema europeo sui casi d'uso emergenti per le tecnologie blockchain e gli asset digitali.
Alex è anche coinvolto in iniziative del settore e di standardizzazione. In qualità di convenor dell'ISO TC 68/SC8/WG3, che ha prodotto la norma ISO 24165 sul Digital Token Identifier (DTI), è membro del Product Advisory Committee della DTI Foundation. Recentemente è stato anche copresidente del gruppo di lavoro sulla custodia di Global Digital Finance (gdf.io).
Alex ha conseguito una laurea in traduzione e un Executive MBA presso la Quantic School of Business and Technology nel periodo in cui ha creato Onchain Custodian, applicando la teoria alla pratica in tempo reale.